Fare teatro con i ragazzi vuol dire avere fiducia in loro

Durante i mesi di laboratorio teatrale tutti i miei ragazzi hanno giocato, sperimentato e trovato insieme nuove strade in cui avventurarsi.
Vedo Federica finalmente sorridere mentre chiacchiera con l’ultima arrivata, Sara, proprio lei che durante le prime settimane sgranava gli occhi terrorizzata e non accennava a scostarsi dal muro.
Noto che Lorenzo si muove più sicuro e in maniera più armoniosa.
Guardo di sottecchi Angela e mi rallegro nel vederla divertirsi con il gioco del “fare finta”, proprio lei che mostrava enormi difficoltà a credere che la matita potesse diventare un termometro.
E ancora: Marianna sostiene lo sguardo dell’altro, Andrea tollera l’essere al centro dell’attenzione, Camilla al contrario accetta serenamente di cedere spazio ai compagni, Tommaso finalmente rilassa il corpo in perenne tensione, e così via. Tante, tante piccole o grandi conquiste che rendono tutti maggiormente sereni e centrati, con sé stessi e gli altri.
Ma è ora arrivato il momento da tutti atteso. Dobbiamo preparare lo spettacolo. 
Molteplici sono le idee, le storie da scegliere, i personaggi da assegnare, i dialoghi da impostare. E tanta è la fiducia.  
Eh sì, perché fare teatro con i ragazzi (ovvero non con attori professionisti o aspiranti tali) che convivano o meno con difficoltà, patologie o problematiche, è sempre un atto di fiducia.
Tu li osservi, li conosci, e immagini quel che arriveranno a fare nel giro di qualche mese. Già vedi Matteo salire sicuro sul palco, ricordare i riferimenti spaziali, integrare gesti e intonazioni a lunghe battute ed emozioni. Immagini Rebecca aspettare pazientemente il suo turno gestendo l’ansia da prestazione, per poi esplodere al momento giusto nel pezzo estremamente vivace che hai creato per lei. Riesci a fantasticare su Davide che supererà la goffaggine motoria e interpreterà quella parte rigida e impostata come non avesse mai fatto altro in vita sua. E ancora, per tanti, anzi per tutti, hai un sogno, ovvero un’immagine ben precisa. Ora devi solo lavorare per portarli fin là.
A volte qualche adulto (collega, insegnante o genitore) insinua il dubbio che ti sia spinta troppo oltre, che quella bambina o quel ragazzo non ce la farà a realizzare ciò che gli hai chiesto. Non sanno che il teatro è sostanzialmente un atto di fiducia nei giovani. È credere in qualcosa che ora non c’è, ma che ci sarà. È credere che i ragazzi stupiranno prima di tutto loro stessi e poi chi li osserva, dimostrando che sono capaci di grandi cose. È avere in anticipo negli occhi la sequenza dello spettacolo che verrà, certi che potrà risultare addirittura migliore di come ce lo siamo immaginato.
Funziona.
Quasi sempre.
Ma di sicuro non funzionerà mai.
Se non abbiamo fiducia in loro.

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